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DA VEDERE

DA VEDERE

TERZA TAPPA
Variante B
In bici e a piedi

TERZA TAPPA
Variante B - In bici e a piedi

TERZA TAPPA
Variante B - In bici e a piedi

Da Rivoli Veronese la seconda variante che proponiamo è rivolta a coloro che vogliono vivere una parte in bicicletta e una a piedi. Con facilità è possibile noleggiare una bici pedalando sulla ciclovia dell’Adige e del Sole passando per Canale, per il suggestivo Cristo della Strada e Preabocco. Raggiunto Brentino e lasciata la bicicletta in paese, troverai l’attacco del Sentiero ella Speranza, il cammino più conosciuto per giungere alla meta caratterizzato da un’antichissima scalinata e un paesaggio mozzafiato.

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Chiesetta di San Zeno a Incanale

Chiesetta di San Zeno a Incanale

GPS: 45.63680784526633, 10.820704096849603

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10.820704096849603

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La Chiesetta medievale, con la sua singolare dedicazione, indica l’antica appartenenza territoriale veronese di questo tratto di diocesi non lontano dal confine trentino. Solitamente le dedicazioni delle chiese medievali al Santo Patrono, come quella di Bardolino e di Castelletto di Brenzone, erano legate alle proprietà che nel territorio deteneva il potente Monastero di San Zeno. Nel 1796 i soldati di Napoleone sistemarono a Canale una batteria contro gli austriaci. Forse si deve a questo periodo il definitivo decadimento della Chiesa.
Oggi l’aula è priva di tetto e conserva l’abside affrescata e le mura perimetrali assieme al campanile in ciottoli di fiume. Viene da questa chiesetta una lapide funebre di età romana, oggi al giardino Giusti di Verona, dedicata da una madre a sua figlia morta a soli 19 anni.
L’attuale chiesa della contrada, che risale al Cinquecento, si raggiunge proseguendo in salita su via Chiesa ed è dedicata a san Luca.
Gli abitanti di Canale nutrono ancora un forte legame con la Chiesetta di San Zeno dove ogni anno vi celebrano una Messa il 21 maggio.

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Il Santuario di Cristo della Strada

Il Santuario di Cristo della Strada

GPS: 45.60973057415118, 10.851604584064724

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L’odierno Santuario del Cristo della Strada risale al 1997. Nel corso della prima guerra d’indipendenza, nel 1848, nelle vicinanze del santuario un drappello di soldati piemontesi uccisero alcuni ufficiali austriaci. La madre di uno dei caduti vi fece erigere un’edicola, denominata "del Cristo” perché custodiva un Crocifisso in legno. Nel 1971 il capitello fu abbattuto dalla costruzione dell’autostrada del Brennero. Al suo posto ne venne eretto un altro affiancato da una chiesa in legno. Nel 1997 la chiesa venne abbattuta per far posto a quella nuova che è un importante punto di riferimento per gli autotrasportatori e che fa sentire loro la vicinanza del Risorto.
Il tema della passione domina sia l’interno che l’esterno del Santuario: un enorme Crocifisso è apposto sulla parete di fondo dell’aula liturgica, realizzato da un tronco d’olmo di 273 anni; all’esterno s'eleva su una collinetta un Cristo deposto dalla Croce, con le braccia scomposte e tese in uno spasmo muscolare. Nella cripta sottostante la Chiesa è riprodotto un Sepolcro vuoto, come quello di Gerusalemme, a ricordare che è il Risorto a illuminare l’umanità sofferente.

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Chiesetta di Santa Maria della Grazie di Preabocco

Chiesetta di Santa Maria della Grazie di Preabocco

GPS: 45.62586898233081, 10.860632039886037

GPS: 45.62586898233081,
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Preabocco è un caratteristico borgo medioevale dalle strade strette, quasi a ricordare un centro fortificato dove proteggersi dalle scorribande che nei secoli hanno attraversato la valle. Fino a duecento anni fa era guardato a vista dal Castello della Corvara che sorgeva sul sovrastante Monte Cimo, avamposto scaligero più settentrionale, al confine col Trentino, in uso fino al XVIII secolo, quando il suo tramonto coincise con l'abbandono dell'Adige quale via di comunicazione e col declino della Serenissima.
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie fu edificata sul finire del XII secolo come cappella soggetta alla Pieve di Santa Maria in Caprino. L’esterno è semplice, con una facciata a capanna e sul retro spicca una torre campanaria; l’interno è ad aula unica con due piccole cappelle laterali. Al suo interno sono due le immagini dedicate a Maria assisa in trono: un affresco quattrocentesco presso una cappella laterale, dove è raffigurata con Gesù bambino e Santi, e uno, posto sopra l’arco trionfale, dove Maria è dipinta in trono con Santi.

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Brentino (VR)

Brentino (VR)

Il nucleo abitato di Brentino sorge sul fondovalle del Rio Pissotte che scende dalla zona di Ferrara di Monte Baldo. Vanta origini romane, data la presenza di un sito archeologico, in località Servasa, con i resti di una antica stazione posta lungo la via imperiale Claudia Augusta.
La sua storia è legata al Santuario di Madonna della Corona sicuramente fin dal Quattrocento, quando è ricordato un sentiero che saliva all’Eremo e all’Oratorio di Maria di Monte Baldo, che collegava l’area di Spiazzi con la Vallagarina e perciò con il trentino.

La Chiesa è dedicata a San Vigilio, Vescovo evangelizzatore della Val d'Adige e Patrono di Trento; al suo interno si trova un quadro del pittore veronese Pio Piatti che raffigura Maria con il Santo trentino.
All’imbocco del Sentiero della Speranza, dietro alla fontana del paese, si trova un giardinetto con un’edicola eretta nel 1580 con una stele votiva alla Madonna della Corona: conserva la tipica croce a otto punte dell’ordine dei Cavalieri di Malta e l’immagine scolpita della Madre Dolorosa che tiene tra le braccia il figlio, circondata da tre figure affrescate quali un angelo, un frate domenicano con la palma del martirio e una donna vestita di rosa con un giglio tra le mani. Segnò la realizzazione dell’attuale sentiero per la Corona che dovette sostituire quelli più antichi di cui restano tracce di gradini scavati nella roccia risalendo a ritroso il percorso dei torrenti della Valle dell’Orsa.

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Il Sentiero della Speranza

Il Sentiero della Speranza

Sentiero dei Pellegrini, CAI n. 73

Sentiero dei Pellegrini, CAI n. 73

Il tradizionale collegamento a piedi con il Santuario è il Sentiero della Speranza, ovvero il Sentiero dei Pellegrini, CAI n. 73, che dal fondo della Val d'Adige, in località Brentino, sale alla Madonna della Corona. È uno degli itinerari storici, altamente suggestivo, con i suoi 1.540 scalini su tornanti che aiutano a scalare i 600 metri di dislivello sulla parete rocciosa del Monte Cimo.
Sul finire del Seicento vengono realizzate due strade di collegamento al santuario con lo scopo di accrescerne la devozione: un collegamento con la piana di Caprino che facilitasse chi arrivava da Verona o Brescia e Mantova e uno dal fondovalle per chi giungeva da Trento. Un sentiero che saliva da Brentino, irto e boscoso, esisteva fin dal Quattrocento e nel 1580 all’inizio del cammino fu benedetto un capitello con l’immagine votiva della Madonna della Corona.
Il Sentiero chiamato dei Pellegrini fu realizzato così come oggi lo conosciamo in 18 mesi, a partire dal 23 febbraio 1690, grazie all'uso dell'esplosivo e delle mine che spaccarono la roccia per lasciare posto alla teoria di gradini. L’ultima risistemazione è del 2010, quando viene ribattezzato Sentiero della Speranza a voler descrivere il desiderio dei pellegrini che salgono e che portano la speranza di trovare sostegno nella Vergine Maria e di trovare nella scalata alla montagna la forza e la pace.